A Palazzo dei Normanni il 26 settembre convegno “Compliance 231, frodi e sanzioni penali per l'impresa vitivinicola”

Redazione Prima Pagina Sicilia

La tua cantina è pronta? Cosa è cambiato negli ultimi mesi e come non farsi trovare impreparati. Le nuove disposizioni in materia di frodi alimentari e agropirateria introducono importanti novità per le imprese vitivinicole, chiamate a confrontarsi con un quadro normativo sempre più articolato e con nuovi profili di responsabilità penale e patrimoniale. È questo il tema al centro del convegno “Compliance 231, frodi e sanzioni penali per l'impresa vitivinicola”, in programma sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 9.00, presso Palazzo dei Normanni a Palermo.

L'iniziativa è organizzata attraverso la collaborazione di CIFA (Confederazione Italiana Federazioni Autonome), FONARCOM, UGIVI (Unione Giuristi del Vino e della Vite), Paladini dei Vini di Sicilia, IRVO (Istituto Regionale della Vite e dell'Olio), INAG (Istituto Nazionale Amministratori Giudiziari e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo), con l'obiettivo di offrire agli operatori del comparto vitivinicolo strumenti concreti di conoscenza, prevenzione e gestione del rischio.

Al centro dei lavori vi sarà la Legge 21 aprile 2026, n. 75 (ex D.D.L. 1519/2026), con particolare riferimento alle nuove fattispecie di reato e alle responsabilità delle imprese lungo la filiera del vino. Dall'etichettatura alla documentazione di trasporto, dalla vendita online alla gestione delle ispezioni, ogni fase dell'attività aziendale può richiedere maggiore attenzione e adeguati strumenti di tutela, indipendentemente dalle dimensioni della cantina.

Il programma, articolato in più sessioni, metterà a confronto avvocati, magistrati, commercialisti, rappresentanti delle imprese e docenti universitari, con un approccio orientato agli aspetti giuridici, fiscali, patrimoniali e organizzativi.

Ad aprire i lavori, alle ore 9.00, saranno la registrazione dei partecipanti e i saluti istituzionali dell'on. Gaetano Galvagno, presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, dell'avv. Diego Saluzzo, presidente UGIVI, del dott. Andrea Cafà, presidente CIFA Italia, della dott.ssa Gabriella Favara, presidente Assovini Sicilia, dell'avv. Dario Greco, presidente COA Palermo, del dott. Nicolò La Barbera, presidente ODCEC Palermo, del dott. Giuseppe Sanfilippo, presidente INAG, e dei rappresentanti del Fondo FONARCOM, dott. Gianni Gruttadauria e dott.ssa Lucia Alfieri.

A moderare l'intera iniziativa sarà l'avv. Diego Maggio, del Foro di Marsala, UGIVI e presidente dei Paladini dei Vini di Sicilia.

Dalla vigna all'aula: le nuove responsabilità penali. La prima sessione, prevista alle ore 9.10, sarà dedicata al nuovo quadro penale e alla responsabilità d'impresa. L'avv. Anna D'Alessandro, del Foro di Roma, affronterà il passaggio dalle precedenti fattispecie degli articoli 515 e 516 del Codice penale ai nuovi articoli 517-sexies, relativo alla frode alimentare, e 517-septies, riguardante il commercio con segni mendaci, oltre alla contraffazione delle denominazioni DOP e IGP prevista dall'articolo 517-quater.

L'avv. Nicola Menardo, del Foro di Torino e componente UGIVI, approfondirà la responsabilità degli enti ai sensi del decreto legislativo 231/2001 nella filiera vitivinicola, mentre l'avv. Antonino Caleca, del Foro di Palermo, analizzerà gli effetti della confisca obbligatoria e delle sanzioni interdittive sul patrimonio e sulla reputazione delle imprese.

A seguire, l'avv. Alberto Iadanza, del Foro di Verona e UGIVI, si concentrerà sui registri telematici e sulle eventuali criticità sanzionatorie legate alla loro redazione.

Sanzioni, bilancio e continuità aziendale. Alle ore 11.00 sarà la volta della sessione dedicata al ruolo del commercialista di fronte alle sanzioni penali, con il titolo “Chi paga, quando e come: la cantina vista dal bilancio”. Gli interventi affronteranno la deducibilità fiscale delle sanzioni e delle spese legali, gli effetti patrimoniali della confisca e delle misure cautelari, nonché le responsabilità del commercialista nella gestione delle crisi aziendali.

Tra i relatori figurano il dott. Alberto Scuderi, presidente ODCEC Marsala, il dott. Fabrizio Iapoce, ODCEC Roma, il dott. Fabio Pantaleo, componente del Comitato Scientifico INAG, e il dott. Fabrizio Escheri, consigliere nazionale CNDCEC.

Particolare attenzione sarà dedicata al sequestro preventivo e probatorio, agli effetti sulla continuità aziendale e sull'accesso al credito, alla perizia patrimoniale in sede penale, al coordinamento fra difensore e commercialista e alla pianificazione fiscale preventiva. La sessione si concluderà con una check-list operativa sugli adempimenti contabili e fiscali da affrontare nei 30 giorni successivi a un'ispezione.

Modello 231 e prevenzione del rischio: una tavola rotonda per le imprese. Alle ore 12.00, la tavola rotonda “Prevenire e gestire il rischio: il modello 231 e la crisi da ispezione” riunirà professionisti e rappresentanti del mondo accademico per discutere la sostenibilità economica della compliance nel contesto siciliano.

Parteciperanno l'avv. Nino Caleca, l'avv. Anna D'Alessandro, l'avv. Alberto Iadanza, l'avv. Nicola Menardo e il prof. Emanuele Schimmenti, docente di Economia Agraria presso l'Università di Palermo.

Il confronto verterà sui costi operativi dell'adeguamento dei sistemi aziendali, sul ruolo dei Consorzi di Tutela e delle cooperative nel sostenere le cantine della filiera e sui vantaggi che un'efficace organizzazione della compliance può offrire nella gestione dei rapporti commerciali, nell'accesso al credito e nella tutela della reputazione aziendale.

Il modello 231 sarà esaminato anche nella sua funzione di strumento di prevenzione e di protezione patrimoniale, in una prospettiva che punta a coniugare legalità, sostenibilità economica e competitività delle imprese vitivinicole.

L'appuntamento di Palazzo dei Normanni rappresenta, pertanto, un'occasione di approfondimento per il comparto del vino, chiamato a misurarsi con l'evoluzione delle norme e con la necessità di rafforzare la consapevolezza dei rischi lungo l'intera filiera, attraverso un dialogo qualificato fra mondo giuridico, economico, istituzionale e imprenditoriale.