Centrosinistra in piazza contro Schifani: "Si dimetta". Manifestazione il 13 ottobre a Palermo

Redazione Prima Pagina Sicilia

Il centrosinistra siciliano alza il livello dello scontro con il governo regionale e scende in piazza per chiedere le dimissioni del presidente della Regione Renato Schifani. L’appuntamento è fissato per lunedì 13 ottobre alle 14, davanti a Palazzo d’Orléans, in piazza Indipendenza a Palermo, dove si ritroveranno le forze dell’opposizione e le realtà civiche che hanno aderito alla mobilitazione.

A lanciare l’invito agli alleati è stato il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, che ha raccolto intorno alla manifestazione un fronte piuttosto ampio. In piazza saranno presenti Pd Sicilia, M5S, Controcorrente, Sinistra Italiana, Europa Verde, Italia Viva, +Europa, +Uno, Progetto Civico Italia, PSI, Sinistra Futura, PeR, Spazio Civico e Possibile.

Una manifestazione che, nelle intenzioni dei promotori, vuole trasformarsi in una sorta di resa dei conti politica con il presidente della Regione, al quale il centrosinistra contesta soprattutto la gestione della macchina amministrativa e il rapporto con alcuni degli uomini scelti per ricoprire ruoli di responsabilità.

"Schifani ha fallito", è l'accusa lanciata dalla coalizione. Nel mirino finiscono quelli che vengono definiti i suoi "principali alleati più fidati", ritenuti non all’altezza del ruolo e coinvolti, secondo l’opposizione, in vicende che avrebbero finito per travolgere la credibilità della Regione.

Tra i casi citati c’è quello di Gaetano Armao, per il quale la Procura ha chiesto l’arresto con l’ipotesi di corruzione. Una vicenda che, per il centrosinistra, rappresenterebbe «la goccia che fa traboccare il vaso» e che pone nuovamente interrogativi sulle responsabilità politiche del governatore.

L’accusa rivolta a Schifani è quella di aver scelto la strada del silenzio. "Non parla, dissimula, non si assume la responsabilità delle azioni delle persone che ha scelto personalmente", sostengono le forze promotrici della manifestazione.

Ma la protesta non riguarda soltanto le vicende giudiziarie. Il centrosinistra punta il dito anche sulla sanità siciliana, indicando come altrettanti segnali di una gestione ritenuta fallimentare lo scandalo delle assunzioni all’ospedale Cervello, la vicenda delle cure palliative e il persistente caos delle liste d’attesa.

È dunque sul terreno della sanità, uno dei settori più delicati e maggiormente sentiti dai cittadini, che l'opposizione intende giocare una parte importante della propria offensiva politica.

"Ora basta. Ha scelto di tacere. E allora si dimetta, in silenzio", è la conclusione, volutamente netta, del centrosinistra. Il 13 ottobre, a Palermo, la protesta proverà così a misurare anche la capacità delle opposizioni di costruire un fronte comune contro il governo Schifani. Una piazza chiamata non soltanto a contestare il presidente della Regione, ma anche a mostrare che, almeno su una richiesta — quella delle dimissioni — le diverse anime del centrosinistra e dell’area progressista siciliana sono riuscite a trovare una sintesi.