Il mosaico siciliano del PNRR: tra i ritardi dei grandi centri e il riscatto delle province

Redazione Prima Pagina Sicilia

Dati e cifre del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza — 194,4 miliardi di euro ripartiti in 224 misure e 575 obiettivi — rivelano una profonda frammentazione nell'avanzamento dei lavori lungo la penisola. L'ultimo dossier di monitoraggio elaborato dai Servizi studi di Camera e Senato (con dati ReGiS aggiornati a inizio luglio) delinea una mappa in cui la rapidità del Nord-Est contrasta visibilmente con i ritardi di gran parte del Mezzogiorno e con la performance particolarmente negativa della Liguria.

I numeri chiave della distribuzione territoriale

Delle risorse complessive, 173,3 miliardi sono legati a 672.549 interventi territoriali specifici, mentre 17,3 miliardi finanziano opere di portata nazionale.

I ritardi: dal caso ligure al Mezzogiorno

L'esito più critico spetta alla Liguria, ultima in Italia con solo il 10,2% dei fondi (su 5,8 miliardi assegnati) associato a progetti terminati, un risultato condizionato dal peso economico dei grandi cantieri infrastrutturali in corso.

Nelle posizioni di coda figurano poi diversi territori del Sud e del Centro:

I territori più virtuosi

Sul fronte opposto, il Nord-Est registra l'avanzamento più rapido:

Le sperequazioni interne al Sud

Il Mezzogiorno non mostra un andamento omogeneo. Se Puglia, Calabria, Molise, Campania e Sicilia rimangono sotto la soglia del 17%, altre realtà del Sud si avvicinano ai livelli nazionali: Abruzzo (27,6%), Sardegna (21,9% su 4,9 miliardi) e Basilicata (21,0%).

Il divario è evidente anche a livello provinciale, a dimostrazione di come l'efficienza della spesa dipenda fortemente dalle singole capacità amministrative locali: