«Nella proposta della Commissione europea, le risorse destinate all'Italia ammontano a circa 78,3 miliardi di euro, mantenendo un'equivalenza nominale con il ciclo 2021–2027. Tuttavia, l'effetto combinato dell'inflazione e della riclassificazione delle voci di spesa comporterà una contrazione reale delle risorse disponibili. Per questo motivo, la posizione della Regione Siciliana è chiara: dobbiamo difendere con forza la consistenza finanziaria della coesione e garantire che il budget reale per tutte le regioni non sia inferiore a quello della programmazione attuale». È la posizione espressa dal presidente Renato Schifani, partecipando all'incontro di Confindustria sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp) 2028–2034, organizzato questa mattina a Palazzo d'Orléans.
«Per la Sicilia, la politica di coesione non è un semplice strumento di spesa – aggiunge il presidente della Regione –, ma una politica d’investimento strutturale ad alto effetto moltiplicatore. Trent'anni di analisi sull'impatto dei fondi europei lo dimostrano».«C'è poi un tema fondamentale che riguarda la governance. La nuova architettura europea prevede che le risorse convergano in un unico piano di Partenariato nazionale e regionale (Pnr), articolato in capitoli territoriali, riforme e investimenti – avverte Schifani – Rispetto, quindi, a un modello che rischia di spingere verso la centralizzazione, rivendichiamo il mantenimento di una governance multilivello e territoriale.
La Regione Siciliana ha scelto di agire: abbiamo già avviato formalmente i lavori per la definizione del Capitolo regionale della Sicilia. Il nostro obiettivo è redigere entro il mese di ottobre una prima bozza del documento, coordinando i fabbisogni sostenuti dal Fesr e dal Fse+ con le politiche agricole e della pesca e coinvolgendo attivamente il partenariato economico e sociale. Proprio perché le nuove regole poggiano sulla logica performance-based, diventa indispensabile costruire un'alleanza stretta tra la Regione e il mondo delle imprese.
Il confronto con Confindustria è fondamentale. Soltanto attraverso questo canale strategico di collaborazione potremo trasformare i fondi europei in sviluppo reale, occupazione e competitività per la Sicilia».
Fonte: Regione Sicilia