Si è svolta ieri, presso la sede del Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Trapani e Palermo, la riunione del Tavolo permanente Agricoltura – Trapani dedicata alla raccolta delle proposte dei soggetti aderenti. L'Associazione «I Guardiani del Territorio» ha presentato quattro proposte per il comparto vitivinicolo, da inserire nella manovra finanziaria regionale che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2026. Le proposte nascono dal contributo che l'Associazione ha già consegnato al Tavolo, dedicato al comparto più rappresentativo dell'agricoltura trapanese.
I numeri non lasciano margini di interpretazione: le cantine della provincia custodiscono 1,407 milioni di ettolitri di vino fermo nei serbatoi, oltre la metà delle giacenze dell'intera Sicilia; la Sicilia ricava dall'uva 3.826 euro per ettaro, penultima tra le regioni italiane; le dighe Rubino e Trinità trattengono meno di un terzo della loro capacità; le cantine sociali, sottocapitalizzate e indebitate a breve, vedono crescere il costo di ogni quintale a ogni calo dei conferimenti. Nessuna nuova legge da inventare, nessuna autorizzazione da attendere Il punto che l'Associazione intende sottolineare è uno solo: nessuna delle quattro proposte richiede di inventare qualcosa.
Sono tutte realizzabili a normativa vigente o con il semplice aggiornamento di norme già esistenti. Gli strumenti ci sono, gli enti che possono gestirli pure. Servono una scelta politica e la copertura finanziaria nella manovra di fine anno. 1. Un aiuto diretto di 1.000 euro per ettaro ai viticoltori. Da un minimo di 2.000 a un massimo di 50.000 euro per azienda, per un fabbisogno di circa 50 milioni di euro. Lo strumento è il regime de minimis agricolo (Reg. UE 1408/2013, aggiornato dal Reg. UE 2024/3118 e in vigore fino al 2032): non richiede notifica alla Commissione europea e un aiuto commisurato alla superficie è pienamente compatibile con le regole europee.
La Regione lo ha già utilizzato, per esempio per sostenere le cantine sociali nel pagamento degli interessi (D.A. n. 61/GAB/2023). Con le variazioni di bilancio appena approvate sono stati destinati 50 milioni ai cerealicoltori: la stessa somma può e deve essere riconosciuta ai viticoltori. I Guardiani del Territorio Comunicato stampa 3 novembre 2026 Comunicato stampa Tavolo permanente Agricoltura – Trapani Pag. 2 di 2 2. 30 milioni di euro per la capitalizzazione delle Cantine Sociali. Senza capitale le cantine non investono nell'imbottigliamento e continuano a vendere vino sfuso al prezzo deciso da altri.
La Regione dispone già degli strumenti a sostegno della cooperazione: si tratta di dotarli di risorse dedicate e di aggiornare le norme regionali esistenti, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti già in vigore. 3. Un fondo di rotazione presso l'IRFIS o presso l’IRCA per ristrutturare a 25 anni il debito di tutte le aziende vitivinicole e delle Cantine Sociali. IRFIS-FinSicilia e IRCA gestiscono già fondi di rotazione regionali per le imprese: basta prevedere una dotazione dedicata al consolidamento dei debiti a breve in mutui venticinquennali, affiancata dalla garanzia ISMEA, strumento nazionale già operativo, e dal concorso negli interessi in regime de minimis.
Un fondo rotativo non è spesa a fondo perduto: le somme restituite tornano disponibili e finanziano altre aziende. 4. 25 milioni di euro per la distillazione di crisi. La distillazione di crisi è uno strumento previsto dalla disciplina europea del settore vitivinicolo e già utilizzato in Italia nelle precedenti crisi di mercato. La Regione può attivarla con una propria dotazione, in raccordo con il Ministero dell'agricoltura, dando priorità alle cantine della provincia di Trapani. L'obiettivo è liberare i serbatoi prima della vendemmia 2027 e consentire alle cantine di liquidare i soci.
Circa 105 milioni per difendere il primo comparto agricolo della provincia Complessivamente le proposte richiedono circa 105 milioni di euro, oltre alla dotazione del fondo di rotazione. Non si tratta di assistenza: la distillazione chiude l'emergenza, mentre aiuto diretto, capitalizzazione e ristrutturazione del debito consentono ad aziende e cantine di arrivare all'obiettivo indicato dall'Associazione, il 100% di vino imbottigliato in cinque anni, trattenendo sul territorio il valore che oggi parte in cisterna.
L'Associazione chiede al Tavolo permanente di fare proprie le quattro proposte e di presentarle insieme al Governo regionale e a tutte le forze parlamentari dell'ARS, prima dell'esame della manovra. Da oggi nessuno potrà dire che mancano gli strumenti: mancano soltanto le decisioni. La vitivinicoltura è l'economia, il paesaggio e l'identità della Sicilia Occidentale. Difenderla è un dovere delle istituzioni prima ancora che dei viticoltori.
Nota per la stampa