Cinque giorni. Cinque serate piene di cinema, incontri, musica, teatro, memoria e spettacolo. Ma soprattutto cinque giorni in cui il quartiere San Francesco ha nuovamente cambiato volto. Si chiude la terza edizione di Piazza Ranne – Marsala Film Festival con la consapevolezza di aver compiuto un altro passo importante nel percorso che, anno dopo anno, sta trasformando il festival in un appuntamento culturale sempre più riconoscibile per la Sicilia. Un'edizione cresciuta nei numeri, nei luoghi e nella partecipazione. Un pubblico arrivato anche da diverse città della Sicilia Occidentale, insieme a una presenza sempre più numerosa di spettatori marsalesi e visitatori. Un segnale importante per una manifestazione nata nel cuore di un quartiere e che oggi comincia a costruire una propria identità ben oltre i confini di San Francesco e della città.
«Sono stati giorni intensi, pieni di gioia ma anche di tanta fatica – racconta Luana Rondinelli, direttrice artistica del festival –. Piazza Ranne è cresciuta ancora una volta, soprattutto nella capacità di coinvolgere luoghi, persone e realtà diverse. Abbiamo visto il quartiere riempirsi, abbiamo incontrato grandi artisti e soprattutto abbiamo visto il pubblico vivere questi spazi. È questo, alla fine, il senso più profondo del nostro lavoro».
Il cinema è rimasto il cuore pulsante della manifestazione, con un programma che ha portato film, cortometraggi, documentari e storie capaci di raccontare territori, persone e temi di grande attualità. E proprio il cinema ha regalato anche nell’ultima serata alcuni dei momenti più significativi di questa edizione, con la presenza di Domenico Centamore, che ha ricevuto il Premio Piazza Ranne, e di Claudia Gusmano e Manuela Ventura, protagoniste di Primadonna, il film ispirato alla vicenda di Franca Viola, proiettato davanti al pubblico dell’Arena Piazza Ranne.
Una presenza importante di artisti e professionisti del cinema e del teatro, da Aurora Quattrocchi a Rosario Lisma, da Alessio Piazza a Giusi Cataldo, fino agli altri protagonisti incontrati durante i talk, che hanno permesso al festival di creare un rapporto diretto tra chi il cinema lo fa e chi lo vive da spettatore.
Oltre cinquanta persone hanno ruotato attorno all'organizzazione del festival tra lavoratori, volontari, residenti, associazioni, tecnici, artisti, collaboratori, uomini, donne e ragazzi. Una rete preziosa che ha permesso di costruire, sera dopo sera, una manifestazione diffusa in piazze, vicoli, cortili e strade. «La cosa di cui siamo più orgogliosi – sottolinea Ignazio Passalacqua, organizzatore di Piazza Ranne – non è soltanto il successo del festival, ma quello che accade intorno. Vicoli, piazze e strade che spesso rimangono bui o poco vissuti, per cinque sere hanno ripreso forma, luce e vita. Questo è il risultato più bello. Piazza Ranne appartiene a tutti quelli che hanno contribuito a realizzarla e a tutti quelli che, in questi giorni, hanno scelto di esserci».
Un'edizione che ha visto alternarsi grandi ospiti, proiezioni, talk, musica, il teatro dei Pupi, gli allievi del Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani, associazioni e realtà culturali, in un programma capace di trasformare l'intero quartiere in un grande spazio culturale a cielo aperto. E proprio questa capacità di fare rete sembra essere una delle chiavi della crescita di Piazza Ranne.
«Ringraziamo tutti quelli che abbiamo incontrato lungo questo cammino – concludono Rondinelli e Passalacqua –. Ringraziamo le istituzioni, le associazioni, i residenti, i nostri collaboratori, gli artisti, il Conservatorio, i volontari e soprattutto il pubblico. Piazza Ranne 2026 ci lascia il cuore pieno. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma sappiamo che la stiamo percorrendo insieme». Il sipario sulla terza edizione si chiude. Il quartiere San Francesco, però, resta acceso.