Palermo. Corruzione e peculato: eseguite due misure cautelari

Ai domiciliari anche un commerciante di carburanti. Tra i reati contestati la sparizione di merce contraffatta

Redazione Prima Pagina Sicilia
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03 Luglio 2026 13:44
Palermo. Corruzione e peculato: eseguite due misure cautelari

I Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza con cui il GIP presso il Tribunale di Termini Imerese - Dottoressa Erina Cirincione - ha disposto la misura cautelare personale della reclusione in carcere nei confronti di un Appuntato in servizio presso il Gruppo di Termini Imerese e degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore locale attivo nel settore del commercio al dettaglio di carburanti. I reati per cui si procede sono rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione, peculato e falsità ideologica. Le indagini sono state condotte dalle stesse Fiamme Gialle di Palermo sotto l’egida e il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Dagli accertamenti, in particolare, è emerso che il finanziere avrebbe fornito all’imprenditore informazioni riservate circa i turni di servizio e la dislocazione sul territorio delle pattuglie del Reparto di appartenenza, ricevendo in cambio forniture di gasolio a uso agricolo a un prezzo di favore, scontato della dovuta accisa. È stata ricostruita, inoltre, un’ipotesi di peculato afferente a prodotti contraffatti.

Nello specifico, nel corso di un’attività di polizia giudiziaria eseguita dal citato Gruppo territoriale, il graduato si sarebbe appropriato di alcune borse/zaini riportanti i loghi di note griffe della moda contraffatti, che avrebbero dovuto essere sottoposti a sequestro. L’operazione di oggi testimonia la costante attenzione e il deciso impegno della Guardia di Finanza nell’intercettare ogni possibile condotta non in linea con i doveri di correttezza, trasparenza, lealtà e rettitudine che devono imprescindibilmente connotare il comportamento degli appartenenti al Corpo. Si evidenzia, infine, che in attesa di giudizio definitivo, trova applicazione per gli indagati il principio della presunzione di innocenza.

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