Propaganda jihadista e radicalizzazione sui social: misura cautelare per una minorenne nel Ragusano

Aveva contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con altre persone che su Internet promuovevano il terrorismo

Redazione Prima Pagina Sicilia
Redazione Prima Pagina Sicilia
29 Ottobre 2026 17:13
Propaganda jihadista e radicalizzazione sui social: misura cautelare per una minorenne nel Ragusano

Pubblicava sui social contenuti di matrice jihadista, come video di propaganda che ritraggono esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all'auto addestramento e alla fabbricazione di home made explosives.

E aveva contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con altre persone che su Internet promuovevano azioni terroristiche. La Polizia di Stato di Ragusa ha dato esecuzione ad un'ordinanza della misura cautelare del collocamento in comunità emessa dal Tribunale per i Minorenni di Catania nei confronti di una ragazzina albanese, residente nella provincia ragusana, indagata per i reati di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale.

L'indagine ha avuto origine da una segnalazione dell'Aisi , che aveva notato i contenuti di matrice jihadista pubblicati soprattutto su TikTok dalla minorenne, come accertato poi dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Dai successivi approfondimenti investigativi della Digos ragusana anche nell'ambiente scolastico, è emerso che la studentessa aveva mutato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica. Il processo di radicalizzazione intrapreso dalla ragazzina è stato scoperto quando è stato sequestrato e analizzato il suo dispositivo elettronico a seguito di una perquisizione.

Oltre a contenuti di propaganda dello Stato Islamico e di immagini generate con l'intelligenza artificiale, c'erano richiami alla simbologia dell'estrema destra e la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento ed all'antisemitismo. La ragazzina aveva condiviso anche video della violenta aggressione in una scuola media in provincia di Bergamo di uno studente di 13 anni alla professoressa di francese avvenuta lo scorso marzo. Fonte : Ansa Sicilia 

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