È durata circa tre ore l’audizione del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, davanti alla Commissione regionale Antimafia, che ha avviato un’istruttoria sui casi di corruzione nella pubblica amministrazione. L’audizione, presieduta dal deputato regionale del Partito democratico Antonello Cracolici, è stata secretata. Secondo le informazioni disponibili, il governatore avrebbe consegnato alla commissione una relazione.
L’iniziativa si inserisce in un’attività di approfondimento sui presunti episodi di corruzione che interessano l’amministrazione regionale. Nei prossimi giorni la commissione ascolterà altri esponenti politici e rappresentanti della burocrazia siciliana, con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili a ricostruire il quadro delle vicende sotto esame.
Parallelamente, la Procura regionale della Corte dei conti ha aperto un’inchiesta sui compensi percepiti dall’avvocato Gaetano Armao per l’attività svolta come consulente del presidente della Regione Siciliana.
Nella giornata di ieri, i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo si sono presentati negli uffici regionali per acquisire, attraverso il sequestro, la documentazione relativa ai contratti sottoscritti con Armao. Gli accertamenti mirano a fare luce sugli incarichi e sui relativi compensi, nell’ambito delle verifiche di competenza della magistratura contabile.
L’ex vicepresidente della Regione è inoltre coinvolto in un’inchiesta per corruzione relativa a presunte mazzette, che riguarda manager, medici e imprenditori per i quali sono state avanzate richieste di misure cautelari.
Le vicende giudiziarie e gli accertamenti istituzionali aprono dunque un nuovo fronte di attenzione sulla gestione della pubblica amministrazione siciliana. L’audizione secretata di Schifani e le ulteriori convocazioni annunciate dalla commissione Antimafia potrebbero contribuire a chiarire i contorni delle questioni esaminate, nel rispetto delle competenze dei diversi organi e della presunzione di innocenza delle persone coinvolte.