Valle dei Templi: open day agli scavi del Ceramico di Agrigento per mostrare le fornaci greche riemerse

Ecco tutti i dettagli dell'evento

Redazione Prima Pagina Sicilia
Redazione Prima Pagina Sicilia
18 Settembre 2026 15:29
Valle dei Templi: open day agli scavi del Ceramico di Agrigento per mostrare le fornaci greche riemerse

Open day martedì 22 settembre al Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento per mostrare al pubblico gli scavi nell’area del Ceramico di età arcaica e classica, a ovest di Porta V. L'apertura al pubblico consentirà ai visitatori di ammirare da vicino uno dei settori più importanti della città antica e con esso le eccezionali testimonianze riportate alla luce dalle campagne di ricerca. Nel corso dell’iniziativa gli studenti e i giovani studiosi impegnati nelle attività di scavo guideranno i visitatori alla scoperta di questo importante settore della città antica, illustrando le strutture e i materiali emersi durante le indagini.

«L’eccezionalità del contesto e dei materiali portati alla luce – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di conoscere aspetti ancora poco indagati della vita dell’antica Akragas. Con questo Open day vogliamo restituire alla comunità un pezzo fondamentale della sua storia, rendendo i cittadini partecipi della ricerca e della conoscenza del nostro patrimonio archeologico».

Gli scavi, ripresi in questi giorni, rientrano nel progetto di ricerca avviato nel 2019 dall’Università di Bologna, sotto la direzione scientifica del professore Vincenzo Baldoni, e dal Parco della Valle dei Templi, con Maria Concetta Parello. Le indagini condotte negli ultimi anni hanno permesso di scoprire grandi fornaci destinate alla produzione ceramica della polis che, per dimensioni eccezionali, complessità e stato di conservazione, non trovano finora confronti nella Sicilia di età greca.

«La Valle dei Templi di Agrigento è al centro delle attenzioni del mondo accademico - commenta il direttore del Parco, Roberto Sciarratta -. In questo momento sono in corso tra Agrigento, Canicattì e Realmonte diverse campagne di scavo condotte da varie università nazionali e internazionali che ci permetteranno di comprendere meglio il nostro passato e preservarlo per le future generazioni. Tutto sarà condotto, come da prassi, a "cantiere aperto", consentendo ai visitatori dei siti di assistere alle attività di ricerca».In queste strutture gli artigiani akragantini producevano un grandissimo numero di oggetti ceramici, utilizzati quotidianamente nei diversi contesti di vita della città, dai santuari alle abitazioni fino alle necropoli.

Si tratta di coppe, brocche, ciotole e anfore di produzione locale e, in misura minore, di statuette, pesi da telaio, terrecotte architettoniche e sostegni-distanziatori, fondamentali per l’ottimale cottura dei manufatti all’interno delle fornaci. Una varietà che testimonia le capacità degli artigiani akragantini, attivi in un’area produttiva particolarmente complessa e articolata.

La produzione artigianale della polis rappresenta uno degli aspetti meno conosciuti della storia di Agrigento in età arcaica e classica, ma riveste un grande interesse per la comunità scientifica perché consente di aprire una finestra inedita sulla vita della grande polis in una fase cruciale del suo sviluppo sociale e politico.

Fonte: Regione sicilia 

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